Il Fauno: Sussurri di Edera e Luci a Coreca (1970 - 1991)
Se chiudo gli occhi, posso ancora sentire il profumo intenso della salsedine che si mescola alla frescura delle edere e l’eco lontana di una melodia capace di far battere il cuore a intere generazioni.
Sono nato proprio qui, a Coreca, nel 1962. Questa frazione marina di Amantea non è semplicemente il luogo in cui sono cresciuto, ma è lo scrigno che custodisce i ricordi più vivi, caldi e pulsanti della mia giovinezza. Una giovinezza legata a doppio filo a una creatura straordinaria: il Night Club Il Fauno. Nato nel lontano 1970 dall’intuizione lungimirante di mio zio, Pietro Simari Benigno, e dei suoi tre figli, Il Fauno è stato la prima vera discoteca a sorgere sulla costa tirrenica calabrese. Un tempio di eleganza, musica e spensieratezza.
Tutto ebbe inizio in un pomeriggio d’estate del 1970. Ricordo come fosse ieri una vettura e un Ford Transit stracarichi di sogni e amplificatori che si fermarono davanti al locale. Cinque ragazzi venuti dal Nord, nel pieno di una tournée italiana, iniziarono a scaricare i loro strumenti sotto il sole del pomeriggio. Erano i Pooh, giovanissimi, guidati allora dalla voce di Riccardo Fogli (che avrebbe poi lasciato il gruppo negli anni ’80). Furono loro ad accendere per primi la magia del Fauno, inaugurando una tradizione di serate danzanti indimenticabili, fatte di travolgente disco-music e di quei “lenti” sussurrati e senza tempo, capaci di far stringere le coppie e far nascere i primi grandi amori.
Gli anni passarono veloci e su quel palco salirono le voci più grandi dell’epoca, come Iva Zanicchi. Con il tempo, Il Fauno si specializzò nella disco-music estiva, diventando un punto di riferimento assoluto. Il sabato sera l’atmosfera diventava elettrica, magica: il locale si riempiva fino a superare il pienone incredibile di oltre duemila persone. La gente arrivava da ogni angolo della Calabria, richiamata dall’abilità dei nostri barman professionisti — rimasti famosi per i loro cocktail prelibati, specialmente il leggendario “Il Fauno” — e dai Disc-Jockey più quotati del momento, come Nino Scarico e Marco Contorno direttamente da Roma.
Le nostre tre piste da ballo erano un incanto: raccolte sotto una fitta e fresca volta di edere rampicanti, creavano un contrasto meraviglioso con le luci psichedeliche e i bagliori strobo. C’era un momento preciso, quasi teatrale, in cui l’effetto fumo avvolgeva la pista e l’occhio di bue si muoveva nell’oscurità per scovare e illuminare la ballerina o il ballerino perfetto, trasformando chiunque, anche solo per il tempo di una canzone, nel protagonista assoluto della notte.
Negli ultimi capitoli di questa splendida storia, conclusasi nel 1991, Il Fauno continuò a risplendere ospitando le selezioni regionali di Miss Calabria e accogliendo sul suo palco stelle internazionali. Impossibile dimenticare quando, proprio nel 1991, ospitammo la giovanissima cantante americana Nikka Costa. Aveva appena diciott’anni, una voce potente e una storia incredibile: era la figlia di Don Costa, arrangiatore del mito Frank Sinatra, le cui radici erano legatissime alla nostra terra
Dal 1970 al 1991, Il Fauno ha scritto le pagine più belle delle nostre estati. Chi scrive queste righe è orgogliosamente il nipote dei fondatori. Custode di un tempo che non tornerà, ma che continuerà a ballare per sempre nei nostri cuori.
Mimmo Furgiuele