Filippo Vita
Filippo è oggi uno dei più apprezzati architetti operanti sul territorio, disegna da sempre e le sue tracce sono circolanti in tanti pezzi di Amantea reale e online.
Alla fine del percorso di scuola media (siamo nella seconda metà dei ’60) è la professoressa Puglia a dargli un giusto consiglio. Nota che il ragazzino è portatissimo per la pittura e ne parla con i genitori, con la mamma venuta dal Venezuela, e Filippo si iscrive al liceo artistico nella città di Reggio Calabria. Proprio la cultura liceale gli consente di avere non solo nozioni tecniche ma uno sguardo complessivo sulla Storia dell’Arte. Così, se gli si chiede d’istinto di individuare un punto di svolta nella storia delle espressioni artistiche umane (nell’Età Moderna), ti risponde che l’Impressionismo è certamente stato un turning point decisivo. Irrompono in scena nuovi temi, nuove sensibilità, nuove idee sganciate dalla pittura ritraente episodi del Mito o commissioni di soggetti religiosi. Se invece deve scegliere due big, da cui si sente molto attratto e in qualche modo influenzato (non necessariamente nella stesura dell’opera), Filippo indica le innovazioni di Caravaggio e di Van Gogh.
Le sue esperienze di studio proseguiranno tra Firenze e Roma. Pur essendo molto selettivo nel partecipare a mostre pubbliche, ad Amantea è la sala espositiva de Il Glicine – promossa dal prof. Totò Sciandra – a dargli grande visibilità.
Grande naturalezza nell’uso di acquerello, olio, acrilico, ma specialmente una rara maestria nella pittura grafica, attraverso la quale i suoi personaggi sembrano adagiarsi da sé sul supporto, bloccandosi in una posa che somiglia a una “stampa”, Filippo ha omaggiato tante personalità storiche amanteane. Sì, la personalità e la memorabilità di una figura umana è uno dei primi pensieri di Filippo. È l’essere umano il suo soggetto favorito, ovvero l’uomo o donna che hanno un vissuto e un volto rimasti impressi nell’immaginario di una comunità.





