Michele Sconzatesta
Con Michele sembra di parlare con un poeta della pittura, nel senso che Michele sembra dialogare con le sue opere, sembra farle nascere da un suo racconto interiore che poi viene estrinsecato con il pennello.
Il primo approccio artistico, una iniziale urgenza creativa avviene anche per lui sui banchi di scuola, è un dolce ricordo delle scuole elementari, all’età di 10 anni disegna la sua prima rosa! (colorata dio rosso).
Il suo rapporto strettissimo con la scuola – dove insegnerà come maestro e sarà stimato da diverse generazioni di studenti, lo conduce a “replicare” e a interpretare in senso artistico quel che trova nelle alfabetiere e nei libri didattici. L’amore per la comunicazione verso i bambini, il suo innato talento nell’insegnare a leggere e a scrivere, sono la base delle sue creazioni pittoriche.
Un suo grande quadro, olio su tela, ha vinto una selezione comunale (ad Amantea) ed è stato esposto nel salone consiliare per raccontare uno dei più celebri fatti di Storia Amanteana: l’assedio dell’esercito francese del 1806-07.
Frequentatore anche lui di alcune gallerie d’arte attive nei decenni ad Amantea, mostrava i suoi pezzi migliori dopo l’incorniciatura delegata ad Emilio Pirillo.
Michele è abilissimo con olio e tempera, ma abbiamo suoi straordinari acquerelli che stanno in centinaia di case di concittadini, abbiamo mosaici, bassorilievi… Negli acquerelli, nei mosaici e nei bassorilievi si fa notare per uno stile nettamente distinguibile, in cui gli elementi colorati assumono volume, distanze, forme grazie ai “pezzi” di bianco che stanno intorno, un bianco che può essere sfumato in varie gradazioni, dal più luminoso al più cupo… È un effetto stranissimo, come se il bianco generasse la scena e i soggetti che la popolano.
Tra i suoi soggetti annoveriamo animali, cavalli in particolare (reputato tra gli esseri più eleganti e intelligenti), fiori, nature morte, scorci di Amantea.
















