Nikolay Stoyanov

L’arte e il centro storico amanteano. Un rapporto magico, una comunità e un ambiente che racchiudono in sé la capacità di sprigionare, in maniera naturale, come quando un fiore nasce spontaneo, il miracolo artistico. Amantea terra di artisti. Meta di artisti. Amantea che diventa il soggetto di tele pittoriche, un soggetto mutevole, affascinante, intrigante. Poco più di dieci anni fa, nel 2014, Nikolay Stoyanov approdava ad Amantea e crediamo sinceramente che fu un innamoramento a prima vista. Possiamo dire di lui che ha letteralmente sconvolto l’immagine – il ritratto classico – degli scorci amanteani più celebri. L’Amantea che Nikolay interpreta è un’Amantea bizzarra, sbilenca, peccaminosa, leggiadra, gioiosa, complicata. Le linee storte e i colori appassionati con cui Nikolay omaggia la città, se li guardate bene, sono un inno ad una vita libera, sognante, sì, una vita fatta di sogni e visioni, di speranze che solo Amantea può darti. Nella sua arte non c’è però solo Amantea in quanto paesaggio, poiché sono innumerevoli i riferimenti alla mitologia, alle persone con le quali ha chiacchierato, alla Natura, alla Donna. Le donne di Nikolay sono sempre personaggi che catturano l’attenzione. Sono donne con capelli incredibili.

La sliding door che Nikolay attraversa nel 2014 è anche una felice intuizione di Camilla e Gianludovico de Martino, proprietari del palazzo Carratelli e contenti di ospitare mostre d’arte nel centro storico di Amantea. Nikolay staccò col mondo anglosassone, lasciandosi dietro un’importante esperienza inglese. Lui, cresciuto artisticamente tra Stara Zagora e Veliko Tarnovo in Bulgaria, ai tempi in cui il Comunismo c’era davvero e garantiva pure una qualità dell’insegnamento di livello altissimo, gratuito. Al collegio e all’università affina la sua tecnica, ma Nikolay è un disegnatore frenetico già dall’età di 4 anni, i genitori lo vedono consumare tubetti di colore in gran quantità, perché il richiamo dell’arte è onnipresente.

Negli anni ’80 la sua arte si diffonde sulle rive del mar Nero, lato Bulgaria, dove i turisti rimangono estasiati dal suo talento, è lì che riesce ad avere le prime commissioni. E possiamo dire che centinaia di suoi dipinti si trovano in mezza Europa e nel mondo. Erano gli anni in cui si era artisti anche nel creare i supporti e le cornici, pensate che Nikolay riusciva a creare cornici magnifiche prendendole dagli scarti di quadri nei palazzi abbandonati. Poi verranno le esperienze in Spagna e in Inghilterra, dove la sua tecnica raggiungerà una maturazione piena, con varie contaminazioni e siamo certi che il Surrealismo di Dalì ha significato molto per lui.

Oggi per lui conta tanto l’attimo, il momento, il meteo, il luogo, le persone incontrate al mattino, il rapporto con i “chiazzitani” (i veri nativi del centro storico). Sono tutti questi elementi a concorrere al genio che s’impossesserà delle sue mani, per dar vita a quell’Amantea storta e sognatrice che piace un sacco. 

La sliding door che Nikolay attraversa nel 2014 è anche una felice intuizione di Camilla e Gianludovico de Martino, proprietari del palazzo Carratelli e contenti di ospitare mostre d’arte nel centro storico di Amantea. Nikolay staccò col mondo anglosassone, lasciandosi dietro un’importante esperienza inglese. Lui, cresciuto artisticamente tra Stara Zagora e Veliko Tarnovo in Bulgaria, ai tempi in cui il Comunismo c’era davvero e garantiva pure una qualità dell’insegnamento di livello altissimo, gratuito. Al collegio e all’università affina la sua tecnica, ma Nikolay è un disegnatore frenetico già dall’età di 4 anni, i genitori lo vedono consumare tubetti di colore in gran quantità, perché il richiamo dell’arte è onnipresente.