Nuccio Guido
Mentre ci accingiamo a visitare la bottega-laboratorio di Nuccio Guido, ai margini del quartiere Catocastro, nella via che sale verso la chiesetta di san Giuseppe, non possiamo fare a meno di notare la visione privilegiata di questo angolo antico di città. Qui, dove nacque l’Amantea storica, e dove ogni tanto Nuccio poggia nel prato il cavalletto per trarre ispirazione dal paesaggio. A proposito, la bella statua di san Giuseppe posta nella chiesa settecentesca è stata restaurata (2011) proprio da Nuccio.
La carriera artistica di Nuccio è strepitosa, nel 2025 sono 55 anni di arte unica, nel senso proprio di pezzi unici, numerati, da lui registrati – ci dice che «non c’è un quadro identico all’altro». Lui che, sedicenne, rimane affascinato dal maestro Nando Turrà operante ad Amantea, che gli darà poi tanti consigli su come costruire uno stile personalissimo. Nel ’72 la prima grande esperienza formativa fuori Amantea, giungendo nella Riviera Ligure, dove le contaminazioni e le influenze sono tante. Osservando le produzioni degli esordi e i dieci anni a Portofino, si può notare un passaggio dalla prevalenza delle ocre degli esordi fino alle tinte verdi e poi ancora l’approdo al periodo dei colori chiari da acquarellista. Molto forte, in Liguria, l’influenza di Guido Gagliardi che dell’acquerello era un formidabile maestro. Nel 1976 un primo grande riconoscimento, a Ferrara, ottenuto insieme al maestro Remo Brindisi.
Nuccio Guido ci confessa che la caratteristica primaria di un valido artista deve essere la sua attitudine a sperimentare, a provare nuove vie, a lasciarsi trasportare verso orizzonti inesplorati. Infatti lui farà così con opere in tecnica mista, specializzandosi in quella denominata ‘grafico- colore’. Frequentemente lo si vede operare in ‘piena tavolozza’, sempre alla ricerca di una sfumatura mai esplorata in precedenza.
A Portofino nasce l’amicizia col pittore Michele Cascella, un altro grande “suggeritore” dal quale trarrà insegnamenti su impasto e sulla scelta della giusta tonalità. Un ulteriore tassello che certifica la sua eccellenza è del 1982, quando il Seminario Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Salsomaggiore gli conferisce il titolo di Maestro di Pittura honoris causa.
Se si dovessero scegliere aggettivi per l’arte di Nuccio, diremmo senz’altro che è un’arte delicata, ed è bella l’immagine data dal prof. Totò Sciandra che paragona i suoi “toni dolci e sfumati, come le brezze dei mattini della Riviera Ligure”.
Nuccio avrà l’occasione di splendere sul suolo natìo, ovvero nella bottega d’arte Il Glicine, grazie proprio a Sciandra che creò una specie di cenacolo artistico nel cuore di Amantea. Ma le opere di Nuccio travalicano i confini italiani, si trovano in tutti i continenti. Segnaliamo, tra le mostre internazionali d’arte, parecchie frequentazioni di prestigio in Veneto – dove a Venezia con una eccellente personale ha potuto celebrare degnamente i cinquant’anni di attività in occasione della Biennale d’Arte. Nuccio ha esposto a Firenze, Madrid, Dubai, Roma, Berlino, Innsbruck, solo per citare alcuni grandi eventi. Nel 2023 segnaliamo la partecipazione ad “Arte Fiera Padova”, con l’ausilio della nota Galleria Accorsi (torinese), sempre molto presente nella carriera di Nuccio.












