Rocco Bonavita
La nostra conversazione con Rocco è stata un’emozione lunga, un viaggio sentimentale nell’Amantea di mezzo secolo e oltre, dal Secondo Dopoguerra ad oggi. Lui, bambino talentuosissimo che vede all’opera i restauratori della chiesa matrice ad inizio ’50, si innamora di quel modo di lavorare, di come si fanno le decorazioni, di come si abbellisce una parete smussando angoli e combinando colori. Ci ha raccontato del responsabile del restauro della chiesa parrocchiale di san Biagio, Saverio Presta, di quando lo vedeva salire sulle impalcature per completare i lavori tra navata e abside, mentre il piccolo Rocco stupiva parenti e amici in strada, sul marciapiede, lasciando i suoi primissimi segni d’arte col carbone preso dal braciere spento.
Rocco farà il suo apprendistato con un pittore di nome Nicola Ponceta, cognato di Tonino Grimaldi, altro artista pioniere di quell’Amantea che sognava, arrivato da Diamante fino a qui per amore (sposò Carmela la sorella di Nicola). Rocco intuisce che l’arte e il lavoro di decoratore di interni sono due strade che si possono percorrere insieme, è duttile, tenace, operoso, comincia a seguire nel lavoro Franchino Caruso – altro indimenticato ‘pittore’ (chissà quante abitazioni sono state da lui imbiancate e rese splendide con verniciature impeccabili).
Il 1964 è forse l’anno che gli cambia la vita, perché Rocco si trasferisce con la moglie in Argentina, e lì decorerà un’infinità di lussuose dimore dell’alta borghesia. Il diario dei ricordi, sfogliato, ci porta negli androni, nelle scale e nelle sale da pranzo della classe media di Buenos Aires, dove Rocco accumulerà un bagaglio immenso d’arte decorativa. Gran parte di queste sue competenze saranno alla base del suo successo amanteano, tornerà nel 1970: sono centinaia gli interni da lui decorati ad Amantea e non solo.
La passione per la pittura (ritrattistica, figurativa, paesaggi, ma anche quadri bizzarri, riflettenti le icone e le idee di un momento storico...) prosegue di pari passo, i suoi dipinti finiscono – richiestissimi – in quasi tutti i continenti. Amantea è sempre “attenzionata”, la marineria compare spesso sulla tela. Rocco ha realizzato ritratti di vescovi, politici, dinastie familiari, il suo estro si espande in città come un’armonia musicale, come un suono favoloso che parte da quella botteghina sita in via Indipendenza, dove Rocco accoglie tutti mentre è intento a ultimare l’ennesimo capolavoro.




